Alle
autorità politiche (Presidente del Consiglio Regionale, ai consiglieri
regionali, al Sindaco, agli Assessori, ai consiglieri comunali), e
militari presenti in sala, ai cittadini ed alle associazioni, agli
organi di stampa e radiotelevisivi, che stamani sono accorsi nella
nostra sala consiliare, desidero unirmi per estendere il più caldo e
commosso BENVENUTO e tributo a RIGOBERTA MECHU' TUM ed alla sua
delegazione, onorati ed orgogliosi di OSPITARLI nella “CASA di TUTTI I
TOLENTINATI”.
E' per me motivo di forte emozione rivolgermi ad una personalità, di
siffatta levatura morale, che ha fatto della umiltà, del coraggio, di
valori fondamentali quali la GIUSTIZIA, la PACE, la LIBERTA' il
proprio motivo di vita, di esistenza.
Valori condivisi e fondanti pure della nostra comunità, cui noi tutti
siamo chiamati a consolidare e difendere, ciascuno secondo il proprio
ruolo, la propria competenza.
La sua forte esperienza è la testimonianza che se davvero si crede
nelle proprie ragioni, nelle proprie forze, nel dialogo, nell'amore,
si può davvero riuscire a cambiare, perché il “vero amore – come pure
sosteneva un noto servitore dello Stato, PAOLO BORSELLINO – consiste
nell'amare ciò che non ci piace, per poterlo cambiare”.
Il SUO esempio RIGOBERTA è dunque che NULLA è impossibile, basta
volerlo.
Per
il suo continuo ed incessante impegno, per la sua instancabile ed
incessante testimonianza, per il suo accorato appello e l'alto
messaggio rivolto alle nazioni, ai popoli, ed alle giovani
generazioni, in modo particolare, desidero dire ad alta voce, a nome
pure dei Tolentinati, GRAZIE
Tolentino 12 dicembre 2009
La Città di Tolentino incontra Rigoberta Menchú Tum Premio Nobel per la Pace 1992
Sabato 12 dicembre la Città di Tolentino incontra
Rigoberta Menchú Tum Premio Nobel per la Pace 1992, la celebre
pacifista
guatemalteca.
L’importante riconoscimento le è stato conferito “in riconoscimento
dei suoi sforzi per la giustizia sociale e la riconciliazione
etno-culturale basata sul rispetto per i diritti delle popolazioni
indigene”.
Alle ore 10.00 saluto ufficiale del Sindaco, della
Giunta e del Consiglio comunale presso la Sala Consiliare. Partecipano
il Presidente dell’Assemblea legislativa delle Marche Raffaele
Bucciarelli, il Vicepresidente Francesco Comi, il Sindaco di Tolentino
Luciano Ruffini, il Presidente del Consiglio comunale Gianni Principi,
l’Assessore all’Istruzione Alessandro Bruni e l’Assessore alla Cultura
Massimo Marco Seri.
Alle ore 11.00 è previsto un incontro con gli studenti delle Scuole
Superiori di Tolentino Aula Magna Istituto Tecnico Commerciale.
La nostra Città – ha
dichiarato il Sindaco Ruffini – è onorata di ospitare Rigoberta Menchú
Tum, uno dei Premi Nobel divenuto simbolo ed esempio per tutti noi per
l’impegno continuo che ha portato al riconoscimento unanime delle
innumerevoli battaglie da lei condotte per ristabilire i diritti
civili e la legalità in Guatemala. Qualcuno da definito Rigoberta come
una donna “intessuta con i fili del tempo”, legata alle sue radici ed
alla sua terra, sempre pronta a lottare per i diritti del suo popolo e
per la giustizia sociale. Sarà per noi tutti molto importante
ascoltare dalla sua voce
il commosso ritorno alle terre degli antenati che sarà certamente
intrecciato all'emozionante racconto di questi ultimi anni, alle
riflessioni sulla civiltà umana, alle proposte politiche in relazione
al contributo delle "nazioni indigene" al mondo industrializzato.
Rigoberta è l’erede ideale di un popolo millenario e insieme
interprete carismatica della nostra epoca, ben consapevole del
fondamentale apporto della propria millenaria cultura maya alle sorti
del nostro mondo.
Il premio nobel per la Pace ’92, Rigoberta Menchù Tum, torna nelle
Marche per partecipare alla Giornata della Pace. L’attivista
guatemalteca, particolarmente legata alla nostra regione, anche
quest’anno ha scelto di portare il proprio contributo all’iniziativa
organizzata dall’Assemblea legislativa delle Marche d’intesa con la
Giunta regionale, per promuovere, soprattutto fra i giovani, una
cultura della Pace e della difesa dei diritti umani.
Indigena
Maya-Quiché, Rigoberta Menchú Tum è nata il 9 gennaio 1959 nel comune
di Laj Chimel, nella provincia di San Miguel de Uspantán, nella terra
del mais, il Guatemala. E’ cresciuta tra le montagne di Quiché e le
fattorie della Costa Sur, zona nella quale, anno dopo anno arrivano
per lavorare migliaia di indigeni, solo per un misero salario nelle
ricche terre dei grandi latifondisti dove si producono prodotti come
caffè, zucchero, cotone e altri prodotti da esportazione.
Figlia di due persone in vista nella sua comunità, Vicente Menchú un
combattente per la terra e per i diritti dei suoi fratelli indigeni e
Juana Tum K’otoja’, un’esperta in assistenza al parto. Sin da piccola
apprese dai genitori il rispetto e l’amore per la natura, la sacralità
dei luoghi in cui viveva e la vita collettiva delle diverse comunità
indigene.
Ma sin da bambina conobbe molte ingiustizie, la discriminazione, il
razzismo e lo sfruttamento che mantiene sotto la soglia di povertà
migliaia di indigeni in Guatemala. La miseria la obbligò a cercare una
fonte di guadagno nella capitale per aiutare i genitori e i suoi
fratelli, ma è stato nelle comunità indigene dove ha imparato a
difendersi organizzandosi.
Nella lotta per la terra perse suo fratello maggiore, Patrocinio,
sequestrato dall’esercito il 9 settembre 1979 e presumibilmente
ucciso, sebbene ancora non si conosca il luogo dell’accaduto. Quattro
mesi dopo, il 31 gennaio 1980 perse suo padre, che morì bruciato vivo
con altre 36 persone nel massacro all’Ambasciata di Spagna. La madre
venne sequestrata il 19 aprile dello stesso anno e anche se esistono
diverse versioni riguardo il suo assassinio ancora non si sa dove sia
morta ne’ dove siano i suoi resti. Un altro fratello, Victor, venne
assassinato dall’esercito l’8 marzo del 1983.
Sono questi gli elementi che costituiscono la base della sua ricerca
della Giustizia Universale e la lotta contro l’impunità che porta
avanti Rigoberta, la quale riuscì a scappare da un’orrenda politica di
terrore instaurata in Guatemala e continuò, fino a che le circostanze
glielo permisero, a lavorare e organizzare la sua gente a resistere
allo sterminio avviato dallo Stato.
Andò in esilio in Messico nel 1981 e lì continuò instancabilmente il
suo lavoro di denuncia del Genocidio in Guatemala e cominciò anche la
conoscenza profonda e la lotta all’interno della comunità
internazionale a favore del rispetto e per il riconoscimento dei
diritti dei Popoli Indigeni del Mondo.
Partecipa dal 1982 nelle sessioni annuali della Sottocommissione di
Prevenzione delle Discriminazioni e Protezione delle Minoranze della
commissione per i Diritti Umani dell’ONU.
Sono stati proprio il suo lavoro e la sua lotta per il rispetto dei
diritti umani, in special modo per quelli delle Popolazioni Indigene a
farle vincere il Premio Nobel per la Pace nel 1992 e da allora
Rigoberta Menchú Tum continua nella sua missione universale visto che,
come lei stessa afferma: “Finché vivrò, il Premio Nobel che ho
ricevuto avrò un senso”.
Ufficio Stampa comune Tolentino