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Festa dei Lavoratori
1° Maggio 2009
Discorso pronunciato dal
Presidente del Consiglio
Comunale

Ai Sindacati, alle
Associazioni di categoria, ai lavoratori, alle Autorità politiche, militari e
civili, ai cittadini tutti presenti in piazza,
giunga il mio saluto vivo e
cordiale, quello dell'amministrazione comunale e del consiglio che mi fregio di
rappresentare.
Un saluto pure ai Maestri del Lavoro – console provinciale MARZIONI Adriano,
nostro concittadino - che stamane, insieme al Sindaco, in una solenne cerimonia
alla prefettura di Ancona, conferiranno la STELLA DEL LAVORO ad una nostra
emerita concittadina la Sig.ra MARI (lo scorso anno, ove ebbi l'onore di
presiedere, furono “premiati” i nostri concittadini RAPONI Fernando e
DIPAOLANTONIO Rosalba)
L'ennesimo riconoscimento ai Nostri Lavoratori, distintisi per meriti di
perizia, laboriosità e buona condotta morale, motivo di vanto ed orgoglio della
nostra città
(chi abbia compiuto i 50 anni di età, abbiano prestato attività lavorativa
ininterrottamente per almeno 25 anni alle dipendenze di una o più aziende e si
siano particolarmente distinti per singoli meriti lavorativo e nei rapporti
umani)
La giornata del 1° maggio costituisce la migliore occasione per fare bilanci e
riflessioni. Come tutte le ricorrenze, condivido il richiamo affinche' non ci si
limiti ad una attenzione di circostanza, contingente, ma si sostenga una
attenzione sempre FORTE e COSTANTE.
Il diritto al lavoro e la tutela del lavoro hanno rappresentato e
rappresentano i due pilastri del nostro impianto costituzionale, a garanzia
della DIGNITA’ e della LIBERTA’ dell’uomo.
Non può considerarsi superato il concetto stesso di mondo del lavoro, per
effetto della sua pure innegabile trasformazione e frammentazione. Non si sono
cancellati i vincoli di solidarietà, né la forza rappresentativa,
che caratterizzano l'universo dei tanti milioni di italiani impegnati in
attività lavorative diverse e nuove. Ne un moderno sviluppo dell'economia e
della società italiana possono prescindere dal
lievito morale e dall'impulso produttivo dell'aspirazione al lavoro e
dell'attaccamento al lavoro.
Perizia, laboriosità, integrità personale, capacità di
contribuire attraverso invenzioni e innovazioni al miglioramento delle tecniche
e dei metodi di lavorazione, impegno a trasmettere alle nuove generazioni il
proprio patrimonio di professionalità, e anche - aspetto particolarmente attuale
- impegno a contribuire al miglioramento delle misure di sicurezza del lavoro.
Il diritto al lavoro, và dunque difeso con tutto il nostro impegno e le nostre
energie,
ponendo in atto tute le misure ed i provvedimenti per tutelare il “potere di
acquisto dei salari”, la “sicurezza del lavoro”, la “concretezza e
la autenticità”, spergiurando i rischi del “lavoro a tempo”, che sembra
piuttosto “parcheggiare” i “lavoratori”, piuttosto che “formarli”, ed aiutarli
per un ingresso e/o reinserimento nel mondo del lavoro.
E’ un dovere delle istituzioni specie nei confronti delle giovani generazioni
che gia’ pagano il pegno della contrazione delle loro future pensioni, decurtate
dalle recenti riforme previdenziali (55% dell’ultima mensilità contro l’80%,
remunerato prima della riforma previdenziale)
Riguardo la sicurezza occorrono provvedimenti responsabili e seri che
consentano una concreta migliore vigilanza e repressione, attraverso un
forte e coordinato impulso all'attività ispettiva - delle violazioni delle norme
vigenti, di nuove norme più duramente sanzionatorie ; interventi incisivi sulle
aree di lavoro irregolare o in nero e sulla realtà degli appalti ;
prevenzione, sistematica e a tutti i livelli ; formazione, con
sostegni mirati specialmente alle piccole e piccolissime imprese ; rafforzamento
dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza.
Dobbiamo sentire in tutto il suo peso umano e sociale il fatto che il numero
totale degli infortuni resta non molto al di sotto del milione all'anno e quello
degli infortuni mortali resta di oltre mille all'anno, in media - tragicamente -
tre al giorno.
E' assurdo che si debba morire lavorando, e lavorando, aggiungo, per salari
bassi, talvolta perfino indecenti.
In nessun luogo, i lavoratori possono essere trattati come numeri.
Ognuno dovrà fare la sua parte e tutti siamo coinvolti.
Concludo citando la
nostra Costituzione – l’art 1 definisce l'Italia "una
Repubblica democratica, fondata sul lavoro".
Ma il lavoro non è
soltanto principio fondante della nostra democrazia. Non è soltanto la prima
sorgente del nostro benessere. E' un valore morale che
dà significato alla vita di ciascuno di noi.
E' bello, volgendo
indietro lo sguardo al percorso della propria esistenza, poter dire: ho fatto la
mia parte di onesto lavoro, per il bene dei miei familiari, per il progresso
della mia Patria. Questo dovremo poter dire, ciascuno a se stesso, con serena
coscienza, con giusto orgoglio.
Buona FESTA, BUON LAVORO.
Il
Presidente del Consiglio Comunale
Gianni Principi |