Governo
Civico Marche Liste Civiche
Marche
Il Coordinamento Regionale
LA CARTA DEI PRINCIPI E DEI VALORI DI
GOVERNO CIVICO
Il
coordinamento di Governo Civico nasce, quale soggetto politico, dal processo di
riarticolazione che interessa la società civile e si manifesta attraverso un
crescente numero di associazioni, gruppi, movimenti radicati sul territorio.
A tale galassia appartengono le liste civiche che, allo scopo di affermare la
centralità del cittadino come soggetto dell’azione politica, si presentano come
aggregazioni di cittadini e cittadine su contenuti e progetti, identificati come
prioritari rispetto alle collocazioni politiche.
La rete civica è una delle risposte forti della società alla esigenza di
eticità e trasparenza della politica ed alle tensioni e ai problemi che
investono il nostro Paese, che espongono i cittadini al rischio di ruolo
essenzialmente funzionale alle transazioni economiche e subordinato agli
apparati.
La rete civica rivolge il proprio impegno per assottigliare le disuguaglianze
sociali, per sostenere le politiche perequative dei governi, per evitare
qualsiasi restrizione delle garanzie democratiche.
L’anomalia della situazione politica italiana sta aggiungendo a tali rischi il
progressivo impoverimento dei ceti medi e bassi, la de istituzionalizzazione del
sistema di relazioni democratiche, una esasperata personalizzazione del
confronto politico.
Le proposte avanzate da Governo Civico per difendersi da tali rischi sono
riconducibili in tre categorie:
- un diverso modello di società di cittadini, che al fluido svolgersi degli
interessi privati affianchi una solida rete di diritti sociali;
- la pace come presupposto inalienabile per la crescita nella convivenza;
- la democrazia deliberativa, caratterizzata da scelte che salgano dal basso,
attraverso un diffuso coinvolgimento orizzontale.
Queste proposte rispondono a domande che hanno in comune elementi tra loro
connessi. Esse sono per lo più domande di beni collettivi, cioè indivisibili o
difficilmente divisibili, la cui produzione e distribuzione richiede decisioni
collettive, valide per tutti, e non semplici meccanismi di mercato. Sostengono
quindi un bisogno di “pubblico”. Esemplare è, in proposito, la difesa del
principio di legalità, della preminenza pubblica in tema di servizi sociali,
sanità, scuola e formazione fisica e intellettuale, nonché la gestione pubblica
dei beni primari tra i quali assume oggi emblematica valenza ideale la gestione
dell’acqua.
Su questa tema occorre riaffermare un principio fondamentale, ossia che l’acqua
è un diritto e non è un bene economico.
Pertanto occorre riconoscere il diritto umano all’acqua, ossia il suo accesso
come diritto universale, indivisibile, inalienabile e lo status dell’acqua come
bene comune pubblico.
Occorre confermare il principio della proprietà e gestione pubblica del servizio
idrico integrato e che tutte le acque, superficiali e sotterranee, anche se non
estratte dal sottosuolo, sono pubbliche e costituiscono una risorsa da
utilizzare secondo criteri di solidarietà.
Occorre infine riconoscere che la gestione del servizio idrico integrato è un
servizio pubblico locale privo di rilevanza economica, in quanto servizio
pubblico essenziale per garantire l’accesso all’acqua per tutti e pari dignità
umana a tutti i cittadini.
Quale soggetto politico, la proposta del Coordinamento di Governo Civico trova
la sua ragion d’essere in questo quadro di problemi e di rapporti. Esso si
colloca nell’ampio spazio politico che si estende tra i partiti e i movimenti
per la sua capacità di partecipare ad aggregazioni efficaci perché basate su
contenuti concreti. E’ in grado di interloquire efficacemente con i partiti,
infatti, perché dotata di risorse proprie di identità, partecipazione,
attivismo, capacità di dialogo.
La mentalità civica è estranea ai dogmatismi ed alle chiusure, ma anche alle
scelte astratte e all’accanimento ideologico. Si concretizza anche nello
stringere alleanze con le forze politiche tradizionali sula base della
condivisione di principi e programmi, soggetti questi ultimi a verifiche
periodiche.
Il principio del diritto alla pace nella democrazia, per esempio, presuppone e
comprende tutti gli altri diritti, tra i quali sono particolarmente avvertiti il
riconoscimento e il rispetto delle differenze culturali, la solidarietà e la
legalità, l’equa fruibilità dei beni comuni (acqua, aria, suolo), lo sviluppo
equilibrato, il congruo rafforzamento dello stato sociale.
Le specificità espresse dal Coordinamento di Governo Civico sono molte e
derivano dalla sua natura di soggetto portatore di una cultura civica che vuole
allargare a tutte le assemblee elettive, ad esempio attraverso le primarie.
Adeguata è perciò la metafora dell’arcipelago: una struttura orizzontale, una
federazione di realtà locali un insieme organico di idee, competenze,
entusiasmi, di uomini e donne accomunati dall’impegno a realizzare progetti che
nascono dalla conoscenza del territorio e delle sue peculiarità.
E’ funzione specifica del Coordinamento promuovere la partecipazione dei
cittadini alla gestione della vita pubblica a tutti i livelli, nessuno escluso.
Per essere efficace, la partecipazione deve essere caratterizzata dalla
trasparenza e competenza, e dalla fiducia di operare in politica per produrre
risultati tangibili nell’interesse di tutti, e dalla difesa della centralità del
cittadino. Nell’orizzonte ideale di Governo Civico la politica è una attività
svolta dai cittadini esclusivamente per perseguire il bene comune. Una società è
autenticamente democratica se è per i cittadini, ma anche se è dei cittadini, se
esaudisce le loro preferenze e le loro istanze, se riesce a coinvolgerli nello
sforzo collettivo di ricomporle e soddisfarle.
Soprattutto sui
temi legati all’uso ed alla tutela del territorio, alle sue trasformazioni
irreversibili o a scelte che comportano un significativo impatto ambientale (
installazione di antenne, inceneritori, grandi arterie viarie, ecc), in cui gli
interessi implicati sono facilmente identificabili e mobilitabili, la democrazia
partecipativa trova il suo campo di applicazione più adeguato. Ne consegue che
l’istituzione di tavoli permanenti di lavoro che innervino il territorio di
processi decisionali di tipo deliberativo contribuisce a riconciliare i
cittadini con la politica e a coinvolgerli nel governo del territorio stesso.
I diritti politici e civili, e in specie quelli che garantiscono discussioni,
dibattiti, critiche e dissensi aperti, sono al centro dei processi che generano
scelte informate e meditate.
L’impegno civico vuole dunque realizzare nelle comunità locali, trasferendolo a
livello sempre più vasto, un modello di società aperta che favorisca la crescita
di cittadini emancipati e liberi, legati dall’ideale di solidarietà, che offra a
tutti eguali opportunità di vita e di democratica partecipazione alla vita
sociale.
Il Coordinamento di Governo Civico intende recare il suo contributo fattivo
all’obiettivo di far funzionare la democrazia per la gente comune, in
particolare per tutti i settori della popolazione non coinvolti nella
partecipazione politica. Infatti solo la pratica della democrazia favorisce lo
sviluppo e la giustizia sociale. La forte tensione solidale che caratterizza
l’arcipelago delle liste civiche impone ogni sforzo per armonizzare le esigenze
della crescita economica con la salvaguardia dei diritti delle fasce sociali
deboli in tema soprattutto di sanità, assistenza, educazione.
Per il bene comune vanno dunque restituiti il futuro ai giovani, la solidarietà
a quanti vivono in condizioni di difficoltà e di solitudine, rispetto e amore
agli anziani, tutela adeguata del cittadino consumatore. Va promossa la funzione
sociale dell’impresa che deve generare profitto offrendo effettive opportunità
occupazionali.
In considerazione della attuale congiuntura economica, assume particolare
rilievo, anche nella nostra proposta politica, l’impegno forte per il sostegno
ad un solido modello di welfare teso al consolidamento della coesione sociale.
La partecipazione a deliberazioni collettive è il nostro modello ideale di
azione politica. Il cittadino ne è il soggetto centrale.
Essere cittadino significa così, essere titolare di diritti e doveri, che sono
elementi costitutivi della democrazia e dello sviluppo, inteso in una accezione
larga e ricca, non è null’altro che lo sviluppo dei diritti. Parimenti,
difendere e promuovere la democrazia significa opporre una resistenza,
intransigente proprio perché meditata, agli attacchi cui i diritti vengono
sottoposti: il diritto a un lavoro dignitoso e sicuro, il diritto a una
informazione trasparente e onesta, il diritto a una giustizia efficiente e
imparziale.
Il linguaggio dei diritti è particolarmente coerente a Governo Civico, che è
pragmatico ma fortemente orientato in senso ideale. I diritti sono la misura
della civiltà, perché esigono di essere estesi e generalizzati.
L’attuale effervescenza di domande di diritti discende dalla comparsa di nuovi
soggetti collettivi, come Governo Civico, la cui presenza, o la cui attivazione
politica, esige di ritoccare il modo convenzionale di intendere i diritti e la
cittadinanza. Nel caso della partecipazione delle donne, Governo Civico promuove
un incisivo impegno per adeguare la legislazione e le azioni politiche concrete
al fine di garantire uguali opportunità.
Nel caso degli immigrati la questione presenta due facce. Da una parte vi è
infatti quella della estensione agli immigrati dei diritti pieni di
cittadinanza, dall’altra vi è quella del riconoscimento di diritti legati alla
loro specificità culturale. Le peculiarità culturali possono essere conservate e
sviluppate proprio in un contesto di libertà e di integrazione sociale nel quale
giocano un ruolo decisivo il pluralismo sociale, l’apertura delle istituzioni, i
diritti sociali.
La ricchezza degli scambi sociali, l’accesso ai luoghi dove vengono prese le
decisioni pubbliche, la sicurezza sociale e l’assenza di una umiliante divisione
etnica del lavoro, sono condizioni di garanzia della qualità di vita per tutti,
quale sia la loro cultura.
La difesa dell’ambiente, la promozione delle energie rinnovabili, l’impegno per
la riduzione della produzione di rifiuti e per il loro sostenibile smaltimento
rientrano tra le priorità dell’esperienza amministrativa civica, la cui
vocazione è uno stile di vita compatibile con l’habitat naturale. Nella loro
azione di tutela e valorizzazione ambientale, le amministrazioni cittadine si
avvalgono con profitto del contributo di gruppi e associazioni locali.
La vastità e la ricchezza del’insigne patrimonio artistico diffuso capillarmente
nel Paese fa sì che l’esperienza amministrativa civica sia avvezza a
confrontarsi con rilevanti problemi di conservazione e valorizzazione dei beni
culturali. Anche in tal caso l’approccio è funzionale al godimento del bene da
parte dei cittadini e alla sua messa al servizio di uno sviluppo turistico
sostenibile. Ciò è possibile soltanto mantenendo la pubblica proprietà del
patrimonio o, in stretto subordine, ottenendo dal privato garanzie precise e
senza limiti temporali che quel bene potrà venire liberamente fruito dalla
comunità.
Ma è sul piano della cultura intesa come espressione autentica della propria
identità storica che l’arcipelago civico impegna una parte rilevante delle sue
energie. Porre l’accento sulle peculiarità del vissuto locale si traduce in
arricchimento dell’intero sistema Paese: le diversità, anche linguistiche,
stimolano al confronto, inducono al dialogo, educano alla convivenza, e nel
rispetto reciproco preparano i cittadini della nuova Europa.
Il Coordinamento di Governo Civico si propone quale risorsa di governo in grado
di realizzare, in una unità d’intenti anche con le forze politiche che
condividono i suoi principi e i suoi programmi, modelli avanzati di una società
aliena da apatie e velleità, resa forte invece dalla consapevolezza della sua
irripetibile identità, dei suoi inalienabili diritti, dei suoi radicati valori.
Ancona, 29.11.2009
Coordinamento di Governo Civico delle Marche |