Sabato 29 aprile 2000 "Corriere Adriatico"
L'analisi
di Voce alla città
«Più spazio ai cittadini»
Casadidio: «Burocrati da
parte»
TOLENTINO - «A Tolentino i risultati delle recenti elezioni regionali
hanno certamente costituito la verifica di metà percorso del governo e
del consiglio comunale. Infatti mentre Voce alla città», scrive il
capogruppo Franco Casadidio, «responsabilmente ha evitato di concorrere
alla dissennata frantumazione e confusione del panorama elettorale non
esprimendo una propria candidatura ma sostenendo solo quella del
presidente della nostra regione Vito D'Ambrosio, gli altri sei partiti del
centrosinistra hanno presentato ciascuno un proprio candidato disperdendo
così i voti senza poter eleggere un rappresentante locale in consiglio
regionale.
«Obiettivo», afferma nella nota Franco Casadidio, «che invece è
riuscito alla destra eleggendo con il consenso di tutti, tranne la lista
Amare Tolentino il consigliere Francesco Massi cui ora spetta il gravoso
compito di promuovere gli interessi del nostro entroterra e tutelarli
dalle eventuali prevaricazioni dei più forti Comuni costieri. Analizzando
quindi i recenti voti in rapporto alle comunali di due anni fa emergono
delle interessanti informazioni sul piano politico cittadino: aumenta dal
17 al 23 per cento il numero di coloro che non hanno votato, che ormai
sfiora la consistente cifra di circa 3800 persone; le schede bianche o
nulle,di coloro che hanno votato ma esprimendo dissenso verso i partiti,
sono aumentate dal 4 al 7.5 per cento raggiungendo la cifra di 914 unità;
quelli che hanno votato il solo candidato Vito D'Ambrosio senza dare la
preferenza alle liste di partito sono stati ben 347; nel centrosinistra si
è rafforzata complessivamente la componente di sinistra (Ds+Prc+Pdci)
con un incremento del 6.2 per cento mentre hanno perso molti voti i già
piccoli partiti centristi (Ppi+Sdi+Pri) con un decremento del 12.1 per cento».
«Da questo quadro», è il parere di Franco Casadidio, «sia l'assenza
della lista di Voce alla città sia il buon risultato della lista civica
di centrodestra dimostrano, se ce ne fosse ancora bisogno, che i burocrati
dei partiti devono, con più umiltà e spirito di servizio, ascoltare e
dialogare con i cittadini, sui loro bisogni e sui progetti per rendere più
piacevole l'esistenza quotidiana. Tuttavia nella prima seduta consiliare
dopo le elezioni abbiamo invece assistito ad una voglia di ritornare ad
una politica del passato dove si è tentato di rispolverare le vecchie
ideologie bolscevico-comunista e nazionaldemocristiano-integralista
probabilmente per mascherare un vuoto di contenuti e progettualità
politica».
«Speriamo», termina la nota di Franco Casadidio per il movimento Voce
alla città, «che siano stati soltanto gli ultimi sussulti di una misera
campagna elettorale e che da domani ci si rimetta tutti, ognuno secondo le
proprie inclinazioni a lavorare per il bene comune».
La nota di Casadidio è destinata ad aprire senza dubbio un interessante
dibattito tra le forze politiche cittadine anche perché si avvicinano
scadenze elettorali importanti già a partire dal prossimo anno se la
crisi di governo non dovesse precipitare i tempi.
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